Glossario
Il nostro glossario online contiene le principali definizioni dei termini tecnici più frequentemente utilizzati nel settore della sicurezza per l’automazione industriale.
Dispositivi o meccanismi di manovra con la funzione di comandare le operazioni d’apparecchiature, includendo segnalazioni, interblocchi, ecc.
Combinazione di requisiti specificati relativi alla condizione in cui il dispositivo di manovra esplica la sua funzione.
Comitato Elettrotecnico Italiano (IT)
European Committee for Electrotechnical Standardisation
European Committee for Standardisation
Successione di due operazioni, una di apertura e una di chiusura.
Corrente che tiene conto della tensione nominale di impiego, della frequenza nominale, della categoria di utilizzazione e del tipo di involucro, se esiste.
Corrente massima da usare nelle prove di riscaldamento di apparecchi senza involucro, in aria libera. Il suo valore deve essere almeno uguale al massimo valore della corrente nominale di impiego le dell’apparecchio senza involucro nel servizio di otto ore.
Canadian Standard Association (CAN)
Numero di cicli di operazioni sotto carico, nelle condizioni di servizio nella relativa norma di prodotto, che possono essere effettuati senza riparazioni o sostituzioni.
Numero di cicli di operazioni a vuoto (cioè senza corrente nei contatti principali), nelle condizioni di servizio nella relativa norma di prodotto, che possono essere effettuati senza riparazioni o sostituzioni di parti meccaniche.
Questo parametro cerca di indicare quanto il sistema sia in grado di “autosorvegliare” un eventuale proprio malfunzionamento. In base alla percentuale di guasti pericolosi rilevabili dal sistema si avrà una copertura diagnostica più o meno buona. Il parametro numerico DC è un valore percentuale che si calcola attraverso dei valori forniti in una tabella (allegato E della EN ISO 13849‑1) in funzione degli accorgimenti adottati dal costruttore per rilevare le anomalie del proprio circuito. Poiché in generale sono presenti più accorgimenti nel medesimo circuito per rilevare anomalie diverse, alla fine si andrà a computare un valore medio o DCavg che andrà a ricadere all’interno di quattro fasce, per la precisione in:
Alta DCavg≥ 99%
Media 90% ≤ DCavg<99%
Bassa 60% ≤ DCavg<90%
Nulla DCavg < 60%
La copertura diagnostica Nulla è ammessa solo per i sistemi con architettura B o 1.
Parti fisse o mobili, conduttrici o isolanti, di un ausiliario di comando necessarie per chiudere ed aprire un singolo percorso conduttore in un circuito.
Elemento di contatto che apre o chiude il tratto conduttore del suo circuito in un solo punto.
Elemento di contatto che apre o chiude il tratto conduttore del suo circuito in due punti posti in serie.
Elemento di contatto che chiude un tratto di circuito conduttore quando l’ausiliario di comando è azionato.
Elemento di contatto che apre un tratto di circuito conduttore quando l’ausiliario di comando è azionato.
Combinazione di elementi di contatto che include un elemento di contatto di stabilimento e uno di interruzione.
Elementi di contatto appartenenti allo stesso ausiliario di comando, ma adeguatamente isolati fra di loro in modo che possano essere collegati in circuiti a tensioni diverse.
Elemento di contatto di un dispositivo per circuiti di comando manuale o automatico, in cui la velocità di movimento del contatto è praticamente indipendente dalla velocità del moto dell’attuatore.
Elemento di contatto di un dispositivo per circuiti di comando manuale o automatico, in cui la velocità di movimento del contatto dipende dalla velocità del moto dell’attuatore.
Valore minimo della forza da applicare all’attuatore affinché tutti i contatti raggiungano la posizione di commutazione.
Ausiliario di comando il cui sistema di comando è azionato da una parte mobile della macchina, quando tale parte raggiunge una posizione predeterminata.
Ausiliario di comando con un attuatore inteso ad essere azionato dalla forza esercitata da un piede.
International Electrotechnical Commission
La marcatura CE è una dichiarazione obbligatoria, sintetica, rilasciata dal costruttore di un prodotto per indicare che tale prodotto soddisfa tutti i requisiti previsti dalle direttive (disciplinate dalla Comunità Europea) in fatto di sicurezza e qualità.
La sua funzione è pertanto quella di assicurare alle autorità pubbliche dei Paesi Comunitari, il soddisfacimento degli obblighi legislativi.
L’IMQ (Istituto Italiano del Marchio di Qualità) è l’ente in Italia (terzo e indipendente) che ha il compito di verificare e certificare la conformità dei materiali e delle apparecchiature alle norme di sicurezza (norme CEI per il settore elettrico ed elettronico). L’ottenimento della certificazione volontaria di conformità è garanzia di qualità e sicurezza e ha sempre valore tecnico.
UL (Underwriters Laboratories Inc.) è un’organizzazione di laboratori indipendenti, senza scopo di lucro, disposta per valutare materiali, dispositivi, prodotti, attrezzature, costruzioni, metodi e sistemi in funzione del loro rischio per la vita umana e per i beni, secondo le normative in vigore negli Stati Uniti e Canada. Le decisioni prese dagli UL, vengono spesso ritenute valide da diverse autorità governative come conformità a decreti locali in materia di sicurezza.
Il CQC è l’ente della Repubblica Popolare Cinese preposto alle verifiche ed alle certificazioni del materiale elettrico a bassa tensione. Questo ente rilascia il marchio di prodotto CCC che certifica il superamento delle prove di conformità elettriche/meccaniche da parte dei prodotti e la rispondenza del sistema di qualità aziendale agli standard previsti. Per l’ottenimento del marchio l’ente cinese effettua visite aziendali preliminari e visite ispettive periodiche di verifica. Gli interruttori di posizione non possono essere venduti nel territorio cinese senza questo marchio.
TÜV SÜD è un ente internazionale che vanta una lunga esperienza nella certificazione della sicurezza funzionale dei prodotti elettrici, elettromeccanici ed elettronici. TÜV SÜD, in sede di omologazione, verifica in modo approfondito la qualità di tutte le fasi relative allo sviluppo del prodotto, dalla progettazione alla realizzazione del software alla produzione ed ai test secondo le norme ISO/IEC. L’ottenimento della certificazione sulla sicurezza funzionale è volontario e di elevato valore tecnico in quanto non certifica solo la sicurezza elettrica del prodotto, ma anche la sua specifica adeguatezza funzionale all’impiego in applicazioni di sicurezza secondo la norma IEC 61508.
Il certificato di conformità EAC è un’attestazione rilasciata da un organismo di certificazione dell’Unione doganale costituita da Russia, Bielorussia e Kazakistan, con la quale viene certificata la conformità di un prodotto ai pertinenti requisiti essenziali di sicurezza stabiliti da uno o più Regolamenti Tecnici (Direttive) dell’Unione doganale.
ECOLAB è leader mondiale nel settore delle tecnologie e dei servizi per l’igiene degli ambienti alimentari. Attraverso i propri laboratori, ECOLAB certifica che i dispositivi elettrici sottoposti ai test sono chimicamente compatibili con i propri prodotti per l’igiene e la pulizia (detergenti e disinfettanti), utilizzati comunemente in tutto il mondo nelle industrie food & beverage.
Il marchio UKCA (UK Conformity Assessment) sostituisce la marcatura CE per il mercato della Gran Bretagna (Inghilterra, Scozia e Galles), a seguito dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.
Il marchio UKCA indica la conformità del prodotto alle Direttive del Regno Unito denominate “Regulations”. In analogia con quanto avviene in Unione Europea, la conformità può essere raggiunta tramite applicazione di norme armonizzate chiamate “Designated standards”.
La valutazione della conformità può avvenire tramite autocertificazione oppure attraverso un processo di certificazione eseguito da un “Approved Body”.
MTTFD (“Mean Time To Dangerous Failure”, Tempo medio al guasto pericoloso)
Questo parametro cerca di definire la bontà qualitativa dei componenti del sistema definendone la vita media prima del guasto pericoloso (si noti bene che non si tratta di un guasto generico) espressa in anni. In pratica il calcolo dell’MTTFD si basa sui valori numerici forniti dai costruttori dei singoli componenti che formano il sistema. Nel caso di mancanza di dati la norma fornisce dei valori in apposite tabelle di riferimento (allegato C della EN ISO 13849‑1). Il conteggio porterà ad un valore numerico che rientrerà in tre categorie: Alto, Medio o Basso.

Nel caso di componenti soggetti ad usura (tipicamente dispositivi meccanici o idraulici) il costruttore del componente fornirà, anziché l’MTTFD del componente, il dato B10D del componente ovvero il numero di operazioni del componente entro il quale il 10% dei campioni si è guastato in modo pericoloso.
Il B10D del componente deve essere convertito dal costruttore della macchina in MTTFD attraverso la formula:

Dove nop = numero di operazioni per anno del componente.
Ipotizzando la frequenza di utilizzo giornaliero ed il numero di ore lavorative giornaliere della macchina nop si può a sua volta ottenere da:

Dove
dop = giorni lavorativi per anno
hop = ore lavorative per giorno
tciclo = tempo ciclo (s)
Si noti quindi che il parametro MTTFD, quando deriva da un componente soggetto ad usura, non dipende solo dal componente in sé ma anche dall’applicazione. Un dispositivo elettromeccanico a bassa frequenza di utilizzo, ad esempio un teleruttore usato solamente per gli arresti di emergenza, avrà in generale un MTTFD elevato ma se il medesimo dispositivo viene usato anche per le normali operazioni di ciclo ecco che l’MTTFD del medesimo teleruttore, con un basso tempo ciclo, potrebbe calare drasticamente.
Al computo dell’MTTFD del circuito di controllo contribuiscono tutti gli elementi del circuito medesimo, in funzione della sua struttura. In circuiti aventi architettura monocanale (come nei casi delle categorie B, 1 e 2) il contributo di ogni componente è lineare ed il computo dell’MTTFD del canale si ottiene da:

Per evitare interpretazioni troppo ottimistiche il valore massimo di MTTFD di ogni canale è limitato a 100 anni (per le categorie B, 1, 2 e 3) o 2500 anni (categoria 4). Non sono ammessi canali con un MTTFD inferiore a 3 anni.
Nel caso dei sistemi a due canali (categorie 3 e 4) il calcolo dell’ MTTFD del circuito si ottiene attraverso la simmetrizzazione degli MTTFD dei due canali utilizzando la formula:

Noti questi dati, la norma EN ISO 13849‑1 fornisce il PL del sistema attraverso una tabella di correlazione (allegato K della EN ISO 13849‑1) o, in forma grafica semplificata (punto 4.5 della EN ISO 13849‑1), attraverso la seguente figura:

Questa immagine è molto utile perché ha più modalità di lettura. Dato un certo PLr essa evidenzia tutte le possibili soluzioni che forniscono quel livello di PL ovvero le possibili strutture circuitali che forniscono il medesimo PL.
Ad esempio, osservando la figura si nota come per ottenere un sistema con PL pari a “c” sono possibili tutte le seguenti soluzioni:

- Sistema in categoria 3 con componenti poco affidabili (MTTFD=basso) e DC media.
- Sistema in categoria 3 con componenti affidabili (MTTFD=medio) e DC bassa.
- Sistema in categoria 2 con componenti affidabili (MTTFD=medio) e DC media.
- Sistema in categoria 2 con componenti affidabili (MTTFD=medio) e DC bassa.
- Sistema in categoria 1 con componenti molto affidabili (MTTFD=alto).

Al contempo la figura, scelta una struttura circuitale, permette di vedere subito i massimi PL raggiungibili in funzione della copertura diagnostica media e del MTTFD dei componenti.
Il costruttore può quindi escludere a priori alcune strutture circuitali in quanto non adeguate al PLr richiesto.
In genere però, per identificare il PL del sistema, non si fa riferimento alla figura in questione poiché in molti casi le aree del grafico si sovrappongono alle linee di margine dei vari PL. Viene invece utilizzata la tabella presente nell’allegato K della EN ISO 13849‑1 per una determinazione precisa del PL del circuito.
Corsa massima dell’attuatore che non causa il movimento degli elementi di contatto.
Temperatura dell’aria intorno al dispositivo di manovra determinata in condizioni stabilite.
Tensione che, unitamente alla corrente nominale di impiego Ie, determina l’uso dell’apparecchio stesso e al quale è riferita la categoria di impiego.
Tensione alla quale sono riferite la tensione delle prove dielettriche e le distanze di isolamento superficiale.
Il più alto valore di picco di una tensione ad impulso, di prescritta forma e polarità, che non causa scarica distruttiva in condizioni di prova specificate.
Elemento di contatto o combinazione di elementi di contatto che può essere combinato con unità simili azionate da un sistema attuatore comune.
Ente Nazionale Italiano di Unificazione (IT)
Underwriter’s Laboratories (USA)
Verband Deutscher Elektrotechniker (DE)
Direttiva Macchine
Direttiva RoHS
Direttiva sulla compatibilità elettromagnetica
Direttiva ATEX
Direttiva sugli apparecchi elettrici a bassa tensione
Direttiva sulle apparecchiature radio






























